P.O. Puglia FESR - FSE 2014 – 2020. Approvato l’Avviso “Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI".
di Avv.ti Alberto Sgaramella e Luigi Fino
Con Determinazione n. 195 del 9.3.2020, pubblicata il 14.4.2020, la Regione Puglia ha approvato l’Avviso pubblico “Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI”, nell’ambito del Programma Operativo FESR-FSE 2014 ? 2020.
A tal fine, la Regione ha stanziato la somma complessiva di 14,5 milioni di euro.
1 - Obiettivi e Finalità
La finalità dell’Avviso è quella di favorire l’adozione da parte delle PMI Pugliesi di modelli di organizzazione del lavoro più snelli, improntati alla destandardizzazione degli orari e/o delle modalità di lavoro. Rientrano in quest’ambito le iniziative volte ad aumentare la flessibilità in entrata e uscita, l’adozione di orari a menù, la banca delle ore, nonché misure ancora più snelle, quali telelavoro e smart working.
Obiettivo primario è quindi l’elaborazione di modelli di competitività basati sulla valorizzazione delle risorse umane nell’ottica di potenziare la produttività aziendale e migliorare la qualità del lavoro e la conciliazione vita-lavoro.
2 - Azioni finanziabili, Limiti e Durata
L’Avviso prevede due tipologie di azioni finanziabili, in diversa misura:
- fino all’80% della spesa ammissibile per gli investimenti del Piano;
- il 100% della spesa relativa ad interventi formativi connessi al Piano.
La destinazione del contributo richiede che le somme siano impiegate per l’implementazione:
- di misure di flessibilità oraria e/o organizzativa dei lavoratori, anche riferiti a singoli dipartimenti o aree funzionali (es. produzione, commerciale, logistica, …);
- di attività propedeutiche all’introduzione delle misure del Piano[1].
Il contributo massimo erogabile è di 100 mila euro per singola PMI.
Il progetto può tuttavia prevedere un impegno di spesa maggiore, finanziato per l’eccedenza direttamente dall’impresa richiedente. In tal caso, dovrà essere presentato un apposito piano finanziario con l’indicazione delle risorse apportate a titolo di cofinanziamento.
Tutte le misure rientranti nel Piano dovranno essere “migliorative” rispetto a quanto già previsto dalla normativa nazionale, dal CCNL e dalla contrattazione di II livello di riferimento.
Il contributo regionale si configura come aiuto “de minimis” ai sensi del Reg. UE n. 1407/2013. Pertanto, le somme potranno essere erogate nel rispetto del limite massimo di 200 mila euro previsto per gli Aiuti di Stato, per singola impresa, nell’arco dell’esercizio finanziario in corso e dei due precedenti (€ 100.000 nel caso di trasporto merci su strada e per conto terzi).
Ad ogni modo, il Piano non può superare la durata massima di 18 mesi.
3 - I Beneficiari
Posso richiedere il contributo tutte le micro, piccole e medie imprese (PMI), come definite dal Reg. UE n. 651/2014 ss. mm. e ii., con sede legale e operativa in Puglia.
Possono quindi presentare domanda le imprese che occupano meno di 250 dipendenti ed il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio di 43 milioni di euro.
Poiché il contributo ha natura di aiuto “de minimis” (Reg. UE n. 1407/13) restano escluse le impreseoperanti esclusivamente nei settori della pesca, acquacoltura, produzione primaria, trasformazione e commercializzazione (anche export) di prodotti agricoli.
L’art. 2 dell’Avviso pubblico individua ulteriori requisiti specifici, tra cui il non essere stati destinatari, nei sei anni precedenti la presentazione della domanda, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ovvero di non aver già usufruito di agevolazioni pubbliche con riferimento alle stesse attività rientranti nel progetto presentato.
A questi si aggiungono anche la necessaria regolarità contributiva e fiscale.
4 - Domanda e Istruttoria
Il contributo è erogato a sportello, fino ad esaurimento dei fondi stanziati e disponibili, sebbene sia esclusa l’erogazione parziale del contributo in caso di insufficienza del plafond regionale.
Le domande, complete degli allegati e dei documenti di cui all’art. 5 dell’Avviso, dovranno essere presentate alla Regione Puglia, Sez. Promozione Salute e Benessere – Servizio Minori Famiglie e Pari Opportunità.
L’istruttoria, in
ordine cronologico di invio delle domande, si compone di due fasi:
- verifica dell’ammissibilità (requisiti soggettivi e oggettivi, termini di presentazione, regolarità formale e completezza dei documenti);
- valutazione di merito, con assegnazione di punteggi per singola voce dei criteri indicati dall’art. 6.2 dell’Avviso.
Il punteggio minimo per l’ammissione è di 45/100 punti.
5 - Erogazione del contributo e Rendiconto
A seguito dell’ammissione, il contributo sarà erogato in 3
tranche, così ripartite:
- il 40% del contributo provvisorio, a titolo di anticipazione, previa firma del Disciplinare;
- il 50% del contributo provvisorio assegnato, dopo un avanzamento della spesa pari all’80% della prima anticipazione erogata;
- il 10% a saldo, dopo un avanzamento pari al 100% del costo complessivo del progetto.
Le tranche saranno erogate sempre a seguito di rendicontazione delle spese effettuate (anche a titolo di cofinanziamento privato e non rimborsabile) e previa polizza fideiussoria stipulata, sin dall’anticipazione, a garanzia degli importi richiesti e rilasciata da banche, società di assicurazione o società finanziarie.
Al momento delle singole erogazioni del contributo, l’impresa dovrà essere in regola con i versamenti previdenziali e assicurativi.
Con riferimento alla rendicontazione delle spese, l’ammontare definitivo del contributo sarà determinato a consuntivo in fase di erogazione del saldo e previa verifica delle spese ammissibili effettivamente sostenute, rendicontate e rimborsabili dalla Regione (c.d. principio del costo reale).
6 - Conclusioni
È ormai noto che la destandardizzazione dell’orario e delle modalità di lavoro rappresenta uno strumento di competitività aziendale, sia per le grandi imprese sia per le PMI.
Le iniziative adottate in questo ambito permettono di godere di indubbi vantaggi di natura trasversale: dalla riduzione delle assenze del personale, all’implementazione della produttività aziendale, alla salvaguardia dei percorsi professionali, sino ad evitare che l’assenza prolungata del lavoratore possa incidere negativamente sul piano organizzativo.
Cambiare il proprio modello di competitività aziendale, anche solo limitatamente a singole aree funzionali, comporta notevoli risparmi sui costi fissi dell’azienda (immobili, postazioni e costi accessori), nonché vantaggi per il lavoratore (tra cui la riduzione dei costi e dei tempi per gli spostamenti) che generano un aumento della liquidità a sua disposizione, senza modificare il salario percepito.
Una migliore conciliazione vita-lavoro, quindi, incide positivamente sulla produttività di ciascuna risorsa umana e, di conseguenza, sulla performance aziendale, aumentando la capacità dell’impresa di raggiungere con efficienza i propri obiettivi.
[1] Tra le spese ammissibili rientrano anche quelle sostenute per la redazione del Piano di Innovazione a titolo di impiego di risorse umane interne e/o servizi di consulenza esterna, nel limite del 10% di quelle per la realizzazione della misura e formazione del personale. Rientrano anche le spese per la comunicazione e informazione dell’iniziativa aziendale, nel limite del 5% delle due tipologie di spese progettuali citate.
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